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Diritto

La Thailandia si muove per rendere le piattaforme online responsabili delle vendite ingannevoli

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Il governo thailandese sta promuovendo una nuova legislazione per rendere le piattaforme online responsabili per beni fraudolenti o non conformi, con l'obiettivo di offrire ai consumatori la possibilità di intentare azioni legali collettive.

Il 1° agosto 2026, Supamas Isarabhakdi, Ministro presso l'Ufficio del Primo Ministro, ha annunciato una nuova iniziativa per rafforzare le normative sulle piattaforme di shopping online. A seguito di un seminario tenutosi il 31 luglio presso l'Università della Camera di Commercio Thailandese, il governo sta dando priorità alla protezione dei consumatori contro prodotti non conformi, non sicuri o non corrispondenti alla pubblicità venduti online.

Attualmente, molti consumatori faticano a ottenere un risarcimento quando si imbattono in transazioni online fraudolente. Per risolvere questo problema, il Ministero ha incaricato l'Ufficio per la protezione dei consumatori (OCPB) di sviluppare un piano d'azione nazionale. Il quadro giuridico proposto mira a stabilire una responsabilità congiunta per le piattaforme, consentendo potenzialmente ai consumatori di intraprendere azioni legali collettive sia contro i venditori che contro le piattaforme che li ospitano.

Per i residenti e i viaggiatori in Thailandia, questo sviluppo è significativo poiché segnala un passaggio verso una supervisione più rigorosa del mercato digitale. Se approvate, queste misure potrebbero fornire una via legale più solida per cercare riparazione in caso di controversie legate agli acquisti online. Tuttavia, i dettagli specifici della legislazione, le tempistiche di attuazione e i criteri esatti per la responsabilità delle piattaforme rimangono da confermare, mentre l'OCPB prosegue il suo processo di sviluppo delle politiche.

Tradotto dal thailandese.

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